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Castelli della Boemia: itinerario di 3 giorni in Repubblica Ceca tra borghi, storia e residenze nobiliari

Quando si pensa a un viaggio in Repubblica Ceca, la prima città che viene in mente è quasi sempre Praga. Ed è comprensibile, perché è una delle capitali europee più belle e affascinanti, facilmente raggiungibile dall’Italia e perfetta anche per un semplice weekend. Eppure, basta allontanarsi dalla capitale per scoprire una Repubblica Ceca completamente diversa, fatta di piccoli centri storici, antiche residenze aristocratiche, castelli circondati da parchi immensi e luoghi che sembrano essere rimasti lontani dal turismo di massa.

È proprio questa la Repubblica Ceca che ho avuto modo di conoscere durante il mio ultimo viaggio, organizzato in collaborazione con VisitCzechia, l’Ente Nazionale Ceco per il Turismo, dal 15 al 17 settembre 2026.

In tre giorni abbiamo percorso circa 500 chilometri, partendo da Praga e attraversando soprattutto la Boemia orientale, alla scoperta di alcuni dei castelli più interessanti del Paese. Un itinerario che ci ha portati a Litomyšl, nella regione dei Castelli sull’Orlice, a Hradec Králové, fino al complesso barocco di Kuks e al romantico Castello di Sychrov.

Non è stato il classico viaggio in Repubblica Ceca e, proprio per questo, mi è piaciuto particolarmente. Chi mi segue da tempo sa quanto ami scoprire luoghi meno conosciuti, soprattutto quando dietro a un edificio, a una città o a un monumento si nascondono storie che meritano di essere raccontate. E qui, credetemi, ce ne sono davvero tantissime.

Avendo studiato Storia dell’Arte, ho sempre avuto una particolare passione per le residenze storiche e per tutto ciò che raccontano delle persone che le hanno abitate. Visitare questi castelli è stato un po’ come attraversare epoche diverse, entrando nelle case di alcune delle più importanti famiglie aristocratiche d’Europa e scoprendo come vivevano, quali opere collezionavano e cosa è successo alle loro proprietà nel corso della storia.

In questo articolo voglio portarvi con me lungo il nostro itinerario di 3 giorni tra i castelli della Boemia, raccontandovi le tappe giorno per giorno, cosa abbiamo visitato, dove abbiamo mangiato, gli hotel in cui abbiamo dormito e tutto quello che può esservi utile per organizzare un viaggio simile.

Indice

Tra i castelli della Boemia e Moravia: il podcast che ha ispirato il nostro viaggio

Prima di raccontarvi le singole tappe, voglio condividere con voi una delle cose più particolari di questa esperienza, perché il nostro viaggio è nato anche per far conoscere un progetto che ho trovato davvero originale.

Si tratta di “Tra i castelli della Boemia e Moravia”, un podcast lanciato nel luglio 2026 da VisitCzechia in collaborazione con Loquis, la piattaforma dedicata ai podcast di viaggio geolocalizzati.

Il progetto è composto da 15 episodi e permette di scoprire alcune delle residenze storiche più affascinanti della Repubblica Ceca attraverso un racconto ambientato nella seconda metà dell’Ottocento.

La cosa interessante è che non si tratta delle classiche audioguide che elencano date, nomi e avvenimenti storici. Il podcast segue infatti le vicende del conte Rudolf von Haas e del suo cuoco romano, Cesare Forti, interpretato dall’attore Stefano Fresi.

Cesare è un cuoco formatosi a Parigi che riceve un incarico decisamente insolito: riprodurre in pasticceria le sembianze dei castelli visitati dal conte, creando vere e proprie opere dolciarie da offrire alle famiglie aristocratiche che li ospitano.

Un’idea curiosa, vero?

Attraverso questo espediente narrativo si entra nelle cucine, nelle sale da ricevimento, nei giardini e negli ambienti privati delle grandi residenze nobiliari, conoscendo non soltanto l’architettura degli edifici, ma anche le abitudini, i gusti e le tradizioni dell’epoca.

Mi è piaciuto particolarmente il modo in cui vengono messi insieme arte, storia e gastronomia, tre aspetti che spesso raccontano un territorio molto meglio di qualsiasi semplice elenco di monumenti da visitare.

Il podcast è disponibile gratuitamente su Loquis e, grazie alla geolocalizzazione, può essere ascoltato anche durante il viaggio, trasformando le visite in un’esperienza ancora più coinvolgente.

Noi abbiamo avuto la possibilità di conoscere personalmente questo progetto durante il viaggio stampa, seguendo un percorso ispirato al patrimonio storico raccontato dalla serie.

Se state pensando di organizzare un itinerario tra i castelli della Repubblica Ceca, vi consiglio quindi di ascoltarlo prima della partenza o durante gli spostamenti.

Potete scoprire il progetto anche attraverso il sito ufficiale di VisitCzechia.

Itinerario di 3 giorni in Boemia: le tappe del nostro viaggio

Il nostro itinerario si è concentrato soprattutto nella parte orientale e settentrionale della Boemia, con partenza e rientro dall’aeroporto di Praga.

La prima giornata l’abbiamo dedicata al Palazzo Lobkowicz, all’interno del complesso del Castello di Praga, per poi spostarci verso Litomyšl. Il secondo giorno abbiamo visitato il Castello di Litomyšl e due importanti residenze aristocratiche lungo il fiume Orlice, Častolovice e Kostelec nad Orlicí, concludendo la giornata a Hradec Králové. L’ultimo giorno ci siamo invece spostati verso Kuks e Sychrov, prima di tornare a Praga per il volo di rientro.

È un itinerario abbastanza intenso, soprattutto se volete visitare gli interni dei castelli con calma, ma le distanze sono relativamente contenute e questo permette di vedere parecchio anche in pochi giorni.

Un aspetto che secondo me lo rende particolarmente interessante è proprio la varietà delle residenze.
Durante il viaggio non abbiamo visitato soltanto castelli medievali, ma anche palazzi rinascimentali, dimore ottocentesche e un antico complesso ospedaliero barocco. Ogni luogo ha una storia completamente diversa e contribuisce a raccontare una parte del passato della Repubblica Ceca.

Giorno 1: da Praga a Litomyšl, sulle tracce delle grandi famiglie aristocratiche

Il nostro viaggio è iniziato dall’aeroporto di Milano Malpensa, con un volo diretto easyJet per Praga. Siamo partiti alle 11:10 e siamo atterrati nella capitale ceca alle 12:40, dopo circa un’ora e mezza di volo.

Ed è proprio la vicinanza all’Italia a rendere la Repubblica Ceca una destinazione perfetta anche per chi non ha molti giorni di ferie. In poche ore ci si ritrova in un altro Paese e, organizzando bene gli spostamenti, è possibile partire alla scoperta di località che normalmente restano fuori dai classici itinerari turistici.

Una volta arrivati a Praga, la nostra prima sosta è stata per pranzo al ristorante U Labutí, prima di raggiungere uno dei luoghi più interessanti dell’intero complesso del Castello di Praga.

Palazzo Lobkowicz: cosa vedere nel Castello di Praga oltre ai luoghi più famosi

Se siete già stati a Praga, probabilmente conoscete la Cattedrale di San Vito, il Vicolo d’Oro e gli splendidi panorami che si possono ammirare dalla collina del Castello. Quello che forse non tutti sanno è che all’interno dello stesso complesso si trova anche il Palazzo Lobkowicz, una residenza storica che custodisce una delle più importanti collezioni d’arte private del Paese.

Il palazzo risale al XVI secolo ed è l’unico edificio di proprietà privata all’interno del complesso del Castello di Praga. Appartiene ancora oggi alla famiglia Lobkowicz, una delle grandi famiglie nobiliari della Boemia, la cui storia si intreccia con quella di sovrani, artisti, musicisti e personaggi fondamentali per la cultura europea.

E immaginate quanto possa essere interessante, per chi ama l’arte come me, entrare in un luogo del genere.

Le collezioni comprendono dipinti, oggetti d’arte, armi, ceramiche e strumenti musicali, oltre a un archivio storico di straordinaria importanza. Tra gli artisti rappresentati troviamo nomi come Bruegel il Vecchio, Canaletto e Velázquez, mentre la parte musicale racconta il rapporto della famiglia con alcuni dei più grandi compositori della storia.

Pensate che i Lobkowicz furono importanti sostenitori di Ludwig van Beethoven e che nelle loro collezioni sono conservati preziosi manoscritti musicali legati al compositore.

Ma quello che rende il palazzo ancora più interessante è la storia recente della famiglia.

Durante il Novecento, le proprietà dei Lobkowicz furono confiscate prima durante l’occupazione nazista e poi dal regime comunista. Soltanto dopo la Rivoluzione di Velluto del 1989 iniziò il lungo processo di restituzione delle proprietà, che permise alla famiglia di recuperare una parte importante del proprio patrimonio.

Oggi il palazzo è aperto al pubblico e visitarlo significa conoscere non soltanto una grande collezione d’arte, ma anche una storia familiare segnata da espropri, cambiamenti politici e un lungo lavoro di recupero.

È un aspetto che ritroveremo anche nelle altre residenze visitate durante il viaggio, e che secondo me rappresenta uno degli elementi più interessanti di un itinerario tra i castelli della Boemia.

Terminata la visita, ci siamo concessi una passeggiata nella zona del Castello di Praga, approfittando anche dei bellissimi scorci sulla città.

Se siete già stati nella capitale ceca e avete poco tempo, questa può essere un’ottima soluzione: dedicare qualche ora a una visita specifica, senza necessariamente ripercorrere tutte le attrazioni più famose, e poi partire verso la Boemia.

Dove mangiare a Praga: il ristorante U Labutí

Per il nostro primo pranzo in Repubblica Ceca ci siamo fermati al ristorante U Labutí, nella zona del Castello di Praga. È stata una sosta comoda per organizzare la giornata, considerando che avevamo appena raggiunto la città dall’aeroporto e che nel pomeriggio ci aspettava già la prima visita.

Quando si organizza un itinerario di questo tipo, soprattutto avendo pochi giorni a disposizione, secondo me vale la pena scegliere ristoranti vicini alle attrazioni che si intendono visitare. Praga è una città abbastanza estesa e perdere troppo tempo negli spostamenti rischia di ridurre le ore disponibili per le tappe successive.

Da Praga a Litomyšl: la nostra prima notte in Boemia orientale

Nel tardo pomeriggio, intorno alle 17:30, abbiamo lasciato Praga per raggiungere Litomyšl, una cittadina della Boemia orientale famosa soprattutto per il suo castello rinascimentale, riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO.

Siamo arrivati intorno alle 19:45, giusto il tempo di sistemarci in hotel prima di cena.

Per la prima notte abbiamo soggiornato all’Hotel Aplaus, in pieno centro a Litomyšl, dove abbiamo anche cenato.

La posizione dell’hotel è particolarmente comoda per chi vuole seguire questo itinerario, perché permette di trascorrere la notte direttamente nella cittadina e di raggiungere il castello il mattino successivo, senza dover affrontare un nuovo spostamento da Praga.

Ed è proprio questo il consiglio che mi sento di darvi se volete replicare il viaggio: invece di utilizzare sempre Praga come base, spostatevi lungo il percorso. In questo modo potrete conoscere anche città meno famose e avere più tempo per le visite.

Giorno 2: il Castello di Litomyšl e le residenze nobiliari lungo il fiume Orlice

Il secondo giorno è stato probabilmente quello più ricco di castelli e, per certi aspetti, quello che meglio rappresenta il filo conduttore del nostro viaggio.

Siamo partiti dalla città di Litomyšl per raggiungere prima Častolovice e poi Kostelec nad Orlicí, due residenze appartenenti ad antiche famiglie aristocratiche che si trovano nella regione conosciuta come Castelli sull’Orlice.

Questa zona della Boemia orientale è particolarmente interessante per chi ama l’architettura, perché nello spazio di pochi chilometri è possibile visitare castelli molto diversi tra loro, alcuni dei quali sono ancora oggi di proprietà delle famiglie che li hanno abitati per generazioni.

Castello di Litomyšl: un capolavoro rinascimentale Patrimonio UNESCO

Abbiamo iniziato la mattinata con la visita al Castello di Litomyšl, uno dei monumenti rinascimentali più importanti della Repubblica Ceca.

Il castello fu costruito nella seconda metà del XVI secolo per la famiglia Pernštejn e dal 1999 è inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

La prima cosa che colpisce, ancora prima di entrare, è sicuramente la sua architettura. A differenza dei castelli medievali che siamo abituati a immaginare, Litomyšl è una grande residenza aristocratica rinascimentale, elegante e scenografica, con un meraviglioso cortile porticato che richiama chiaramente l’architettura italiana.

Ma il dettaglio che lo rende davvero particolare sono le facciate decorate con la tecnica dello sgraffito, una lavorazione che permette di ottenere decorazioni incidendo gli strati superficiali dell’intonaco.

Pensate che il castello è ricoperto da circa 8.000 decorazioni a sgraffito e che i singoli motivi non sono tutti identici. Quando ci si trova davanti a quelle pareti, viene spontaneo soffermarsi sui dettagli e provare a riconoscere le differenze tra una decorazione e l’altra. È una delle caratteristiche che più mi sono rimaste impresse.

Anche gli interni meritano attenzione, soprattutto per il loro valore storico e per gli ambienti che testimoniano i diversi periodi attraversati dalla residenza.

Tra questi si trova un antico teatro di corte realizzato alla fine del Settecento, che conserva un prezioso apparato scenico e numerosi elementi originali. È una testimonianza molto rara della cultura teatrale aristocratica europea e permette di immaginare quanto gli spettacoli privati fossero importanti nella vita delle grandi famiglie nobiliari.

E se amate la storia dell’arte, sicuramente apprezzerete il modo in cui architettura, decorazione e vita di corte si intrecciano in questo edificio.

Cosa vedere a Litomyšl oltre al castello

Litomyšl non è soltanto il suo castello e, se avete qualche ora in più rispetto a noi, vi consiglio di dedicare del tempo anche alla cittadina.

Il centro storico è raccolto e piacevole da esplorare a piedi, con edifici dalle facciate colorate, portici e un’atmosfera molto diversa rispetto a quella delle città più turistiche della Repubblica Ceca.

Litomyšl è inoltre conosciuta per essere la città natale del compositore Bedřich Smetana, una delle figure più importanti della musica ceca.

È una di quelle località che spesso non vengono considerate durante un primo viaggio nel Paese, ma che secondo me meritano davvero una sosta, soprattutto se amate i centri storici e le destinazioni meno conosciute.

Castelli sull’Orlice: alla scoperta di Častolovice

Verso le 11 abbiamo lasciato Litomyšl per raggiungere Častolovice, distante circa 45-50 minuti di auto.

Ci siamo così ritrovati nella regione dei Castelli sull’Orlice, una zona della Boemia orientale attraversata dal fiume Orlice e caratterizzata dalla presenza di numerose dimore storiche.

Questa concentrazione di residenze nobiliari è talmente particolare che viene talvolta paragonata, per certi aspetti, alla Valle della Loira francese.

Naturalmente si tratta di luoghi molto diversi, ma il paragone aiuta a capire quanto sia ricco il patrimonio architettonico di questa parte della Repubblica Ceca.

La nostra prima visita è stata al Castello di Častolovice, una residenza legata alla famiglia Sternberg, una delle più antiche famiglie aristocratiche del Paese.

Il castello è rimasto legato alla famiglia per secoli, anche se, come accaduto ad altre proprietà nobiliari ceche, la sua storia è stata interrotta dalle confische del Novecento.

Con la fine del regime comunista, la famiglia ha potuto recuperare la residenza e avviare un importante lavoro di conservazione e valorizzazione.

Visitando gli interni si attraversano ambienti arredati secondo stili differenti, con salotti, dipinti, mobili antichi e oggetti che raccontano la vita di corte.

Uno degli spazi più interessanti è sicuramente la Sala dei Cavalieri, caratterizzata da uno straordinario soffitto rinascimentale a cassettoni decorato.

Ma Častolovice merita una visita anche per il parco che circonda il castello, un grande spazio verde che contribuisce a rendere la residenza particolarmente suggestiva.

È proprio visitando luoghi come questo che ci si rende conto di quanto sia interessante la storia delle famiglie nobiliari ceche. In molti casi i castelli non sono semplicemente edifici trasformati in musei, ma proprietà che hanno recuperato il loro legame con le famiglie originarie e che continuano a essere utilizzate per attività culturali, eventi e iniziative aperte al pubblico.

Dove mangiare vicino a Častolovice: Hostinec U Hubálků

Dopo la visita al castello ci siamo fermati per pranzo all’Hostinec U Hubálků, una delle soste gastronomiche previste durante la nostra giornata nella regione dell’Orlice.

Quando si viaggia in Repubblica Ceca, secondo me, vale la pena approfittare anche delle pause pranzo per conoscere meglio la cucina locale.

La gastronomia ceca è legata a una tradizione mitteleuropea piuttosto sostanziosa, con piatti a base di carne, salse, zuppe e contorni come i famosi knedlíky, gli gnocchi di pane o patate che accompagnano molte preparazioni tradizionali.

Inserire una sosta in un ristorante della zona è un bel modo per alternare le visite culturali a un momento dedicato anche ai sapori del territorio.

Kostelec nad Orlicí: il castello della famiglia Kinský

Nel primo pomeriggio siamo ripartiti verso Kostelec nad Orlicí, dove abbiamo visitato il Nový zámek, una residenza ottocentesca appartenente alla famiglia Kinský. E qui il cambio di atmosfera rispetto ai castelli visitati in mattinata è stato immediato.

Se Litomyšl ci aveva riportati nel pieno del Rinascimento e Častolovice ci aveva permesso di attraversare diversi secoli di storia, Kostelec racconta soprattutto la vita aristocratica dell’Ottocento.

Il palazzo fu costruito tra il 1829 e il 1833 per il conte Josef Kinský in stile Impero, un linguaggio architettonico molto diverso da quello delle residenze che avevamo visto fino a quel momento.

Anche questa proprietà venne confiscata durante il periodo comunista e successivamente restituita alla famiglia, che ha avviato un importante lavoro di restauro.

Oggi il castello permette di conoscere la vita aristocratica dell’Ottocento attraverso ambienti arredati, oggetti originali e un percorso dedicato al periodo Biedermeier.

Una delle particolarità di questa residenza è che la famiglia Kinský continua a essere direttamente coinvolta nella sua valorizzazione. In determinate occasioni è possibile partecipare anche a visite accompagnate da membri della famiglia stessa.

Ed è una cosa che trovo davvero affascinante, perché significa ascoltare la storia di un castello non soltanto attraverso i libri, ma anche attraverso la memoria di chi ne custodisce ancora oggi il patrimonio.

Se state organizzando un viaggio tra i castelli della Boemia orientale, Kostelec nad Orlicí è una tappa che inserirei sicuramente.

Hradec Králové: una città da scoprire nella Boemia orientale

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Hradec Králové, dove abbiamo trascorso la seconda notte.

Ammetto che prima di questo viaggio non era una delle città ceche che conoscevo meglio e, proprio per questo, mi ha fatto piacere inserirla nell’itinerario.

Hradec Králové si trova alla confluenza dei fiumi Elba e Orlice ed è una città particolarmente interessante dal punto di vista architettonico, perché conserva edifici appartenenti a periodi storici molto diversi.

Il centro storico è dominato dalla Cattedrale dello Spirito Santo e dalla Torre Bianca, uno dei principali simboli della città, alta circa 72 metri.

Passeggiando per le sue strade si incontrano edifici gotici, rinascimentali e barocchi, ma anche importanti esempi di architettura moderna. Ed è proprio questo uno degli aspetti che distinguono Hradec Králové da altre città storiche della Repubblica Ceca.

Nel corso del Novecento, infatti, la città divenne un importante laboratorio urbanistico, soprattutto grazie al lavoro degli architetti Jan Kotěra e Josef Gočár, che contribuirono a trasformarne l’aspetto con nuovi edifici pubblici e un’organizzazione urbana particolarmente interessante.

Per chi ama l’architettura è quindi una città ricca di spunti, perché permette di osservare in uno spazio relativamente contenuto l’evoluzione di linguaggi e stili completamente diversi.

Noi abbiamo avuto tempo per una passeggiata nel centro storico prima di cena, ma con un itinerario più lungo le dedicherei volentieri qualche ora in più.

Dove mangiare a Hradec Králové: il ristorante Šatlava

La nostra seconda giornata si è conclusa con una cena al ristorante Šatlava, nel centro di Hradec Králové.

È una tappa interessante da segnare anche dal punto di vista gastronomico, perché il ristorante è stato segnalato nella Guida Michelin con il riconoscimento Bib Gourmand, dedicato ai locali che si distinguono per il buon rapporto tra qualità della cucina e prezzo.

Dopo un’intera giornata trascorsa tra castelli e spostamenti, è stato il momento dedicato alla cena prima di rientrare in hotel. Per la notte abbiamo soggiornato all’Hotel Vacek Pod Věží, situato nella piazza principale della città, Velké náměstí.

Anche in questo caso la posizione centrale è stata comoda per la nostra organizzazione, perché ci ha permesso di visitare il centro storico senza ulteriori spostamenti in auto.

Giorno 3: Kuks e Sychrov, dal Barocco al Romanticismo

Il terzo e ultimo giorno ci aspettava un’altra giornata ricca di visite, con due tappe molto diverse da quelle dei giorni precedenti.

Abbiamo lasciato Hradec Králové in mattinata per raggiungere prima Kuks, uno dei complessi barocchi più particolari della Repubblica Ceca, e successivamente il Castello di Sychrov, una straordinaria residenza neogotica legata alla famiglia francese Rohan.

Due luoghi che raccontano epoche, stili architettonici e storie completamente differenti.

Kuks: l’antico ospedale barocco tra arte, medicina e spiritualità

La prima tappa della giornata è stata Kuks, una piccola località che difficilmente avrei pensato di inserire spontaneamente in un itinerario in Repubblica Ceca e invece è uno dei luoghi che vi suggerisco di considerare se amate il patrimonio storico e artistico.

Tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento, Kuks divenne un’importante località termale grazie all’iniziativa del conte František Antonín Špork, che volle trasformarla in un centro dedicato al benessere, alla vita aristocratica e alla cultura.

Il progetto comprendeva strutture termali, edifici destinati agli ospiti e un grande complesso ospedaliero, sviluppato secondo una concezione che univa assistenza, spiritualità e rappresentazione artistica.

Oggi una delle parti più significative che possiamo ancora ammirare è il grande Ospedale di Kuks, con la Chiesa della Santissima Trinità.

Ma a rendere questo luogo particolarmente interessante è soprattutto la presenza delle sculture barocche realizzate da Matyáš Bernard Braun, uno dei più importanti scultori attivi nella Boemia del Settecento.

Le statue raffigurano le Virtù e i Vizi dell’uomo, creando un percorso simbolico che invita a riflettere sulla morale, sul comportamento umano e sulla contrapposizione tra bene e male.

È un programma iconografico molto interessante, soprattutto se si considera il contesto in cui queste opere furono realizzate e il loro rapporto con la funzione assistenziale dell’edificio.

Una delle parti più particolari della visita è sicuramente l’antica farmacia barocca, che conserva arredi storici, scaffali, recipienti e oggetti legati alla preparazione dei medicinali.

Entrare in un ambiente del genere permette di fare un salto indietro nel tempo e immaginare come funzionasse una farmacia secoli fa, quando la medicina era strettamente legata anche alla conoscenza delle erbe e dei preparati naturali.

È un ambiente che vale davvero la pena vedere, soprattutto per la rarità e il valore storico degli oggetti conservati.

Se avete più tempo, nei dintorni di Kuks si trova anche il cosiddetto Betlemme di Braun, un insieme di sculture e rilievi barocchi realizzati nella roccia e immersi nel paesaggio boschivo.

Non faceva parte delle nostre principali visite della giornata, ma può essere una bella aggiunta per chi decide di fermarsi più a lungo nella zona.

Dove mangiare tra Kuks e Sychrov: Ábelův mlýn

Terminata la visita di Kuks, siamo ripartiti in direzione Sychrov, fermandoci per pranzo al ristorante Ábelův mlýn.

La sosta era prevista prima dell’ultima visita del viaggio e ci ha permesso di spezzare il trasferimento verso il Castello di Sychrov.

Se decidete di seguire questo itinerario, vi consiglio di programmare anche le pause pranzo tenendo conto degli orari delle visite guidate, perché alcuni castelli hanno ingressi organizzati in fasce orarie specifiche.

Nei nostri tre giorni abbiamo seguito un programma piuttosto serrato, con diverse visite ogni giorno, e avere le soste già organizzate ci ha permesso di sfruttare bene il tempo.

Castello di Sychrov: una residenza neogotica legata alla famiglia Rohan

L’ultima grande visita del nostro viaggio è stata al Castello di Sychrov, una delle residenze più affascinanti tra quelle che abbiamo incontrato lungo questo itinerario.

Dopo il Rinascimento di Litomyšl, le dimore aristocratiche dell’Orlice e il Barocco di Kuks, ci siamo ritrovati davanti a un edificio completamente diverso.

Sychrov è un castello neogotico che deve gran parte del suo aspetto attuale alle trasformazioni realizzate nell’Ottocento dalla famiglia Rohan, un’antica casata aristocratica di origine francese.

La famiglia si stabilì in Boemia dopo gli sconvolgimenti politici legati alla Rivoluzione francese e trasformò Sychrov in una grande residenza di rappresentanza.

L’aspetto attuale del castello riflette il gusto romantico dell’Ottocento, quando l’architettura medievale tornò a essere una fonte di ispirazione per le grandi residenze aristocratiche.

Ma ciò che rende Sychrov particolarmente interessante sono anche i suoi interni, ricchissimi di decorazioni, arredi, opere d’arte e oggetti che testimoniano la vita quotidiana della famiglia.

Una delle caratteristiche che mi ha colpita maggiormente è la presenza di elaborati intagli in legno, utilizzati per decorare numerosi ambienti.

Visitando le sale si percepisce immediatamente il desiderio di creare una residenza raffinata, ricca di dettagli e capace di esprimere il prestigio della famiglia proprietaria.

Sychrov conserva inoltre un’importante collezione di ritratti legati all’aristocrazia francese, un ulteriore elemento che testimonia le origini e i legami della famiglia Rohan.

Il castello è circondato da un grande parco che completa l’atmosfera romantica del complesso e che, con più tempo a disposizione, meriterebbe sicuramente una passeggiata.

Un’altra informazione utile è che Sychrov è uno dei castelli della Repubblica Ceca visitabili anche durante l’anno, sebbene sia sempre necessario verificare gli orari e i percorsi disponibili nel periodo scelto.

È stata una bellissima conclusione per il nostro viaggio, perché ci ha permesso di scoprire un ultimo capitolo della storia aristocratica europea prima di rientrare a Praga.

Nel pomeriggio, intorno alle 16, siamo ripartiti verso l’aeroporto, da cui abbiamo preso il volo delle 19:30 per Milano Malpensa.

Si sono conclusi così i nostri tre giorni alla scoperta dei castelli della Boemia, un viaggio breve ma davvero ricco di storia, arte e luoghi che fino a poco tempo prima non conoscevo.

castello di sychrovcastello di sychrov

Come organizzare un viaggio di 3 giorni tra i castelli della Boemia

Se dopo aver letto questo itinerario vi è venuta voglia di partire, voglio lasciarvi anche qualche informazione pratica per organizzare un viaggio simile.

La prima cosa da sapere è che le distanze tra molte delle principali tappe sono abbastanza contenute, ma per replicare l’intero percorso è importante avere a disposizione un’auto.

Durante il viaggio stampa ci siamo spostati con un mezzo organizzato dall’Ente del Turismo, ma per chi vuole costruire un itinerario in autonomia la soluzione più semplice è arrivare in aereo a Praga e noleggiare un’auto direttamente in aeroporto.

Come arrivare in Boemia dall’Italia e come spostarsi

Praga è collegata a diverse città italiane con voli diretti ed è il punto di partenza più comodo per un viaggio come quello che abbiamo fatto noi.

Nel nostro caso siamo partiti da Milano Malpensa con easyJet, raggiungendo Praga in circa un’ora e mezza.

Dall’aeroporto è poi possibile iniziare il percorso verso Litomyšl e la Boemia orientale, organizzando gli spostamenti secondo le proprie preferenze.

Il nostro itinerario complessivo era di circa 500 chilometri, suddivisi su tre giorni.

Personalmente, se avete a disposizione soltanto un weekend lungo, vi suggerisco di scegliere in anticipo i castelli che vi interessano maggiormente e verificare sempre gli orari delle visite. Alcune residenze sono visitabili solamente con accompagnamento guidato e non sempre tutti gli ambienti sono accessibili durante l’intero anno.

Se invece potete dedicare quattro o cinque giorni a questo viaggio, avrete sicuramente più libertà per visitare con calma anche i centri storici e i parchi delle residenze.

Dove dormire durante un itinerario tra i castelli della Boemia

Per le due notti del nostro viaggio abbiamo scelto, seguendo il programma organizzato da VisitCzechia, due strutture situate lungo il percorso.

La prima notte abbiamo dormito all’Hotel Aplaus di Litomyšl, in Šantovo náměstí 181, dove abbiamo anche cenato. È una posizione molto pratica per chi vuole visitare il Castello di Litomyšl e iniziare la mattina successiva senza dover affrontare un lungo trasferimento.

La seconda notte abbiamo soggiornato all’Hotel Vacek Pod Věží di Hradec Králové, in Velké náměstí 165, direttamente nel centro storico della città.

Per me questa organizzazione è stata particolarmente sensata, perché ci ha permesso di avanzare lungo l’itinerario senza dover tornare ogni sera a Praga.

Se volete replicare le nostre tappe, vi suggerisco quindi di considerare proprio Litomyšl e Hradec Králové come basi per il pernottamento.

Internet in Repubblica Ceca: serve una eSIM?

Un’altra cosa che vi consiglio di controllare prima di partire è la connessione internet.

La Repubblica Ceca fa parte dell’Unione Europea e questo significa che, per chi utilizza una SIM italiana, generalmente è possibile usufruire del roaming europeo alle condizioni previste dal proprio operatore, con eventuali limiti di traffico dati.

Io vi suggerisco comunque di verificare quanti giga avete effettivamente a disposizione all’estero, soprattutto se pensate di utilizzare spesso Google Maps, navigare online o caricare foto e video durante il viaggio.

Quando viaggio utilizzo spesso soluzioni eSIM, particolarmente comode per chi visita più Paesi o ha bisogno di una connessione dati aggiuntiva senza cambiare la propria SIM fisica.

Se volete valutare questa soluzione, potete controllare le offerte disponibili per la Repubblica Ceca e scegliere il piano più adatto alla durata del vostro viaggio:

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Assicurazione viaggio per la Repubblica Ceca: cosa sapere

Un altro aspetto che considero sempre quando organizzo una partenza è l’assicurazione di viaggio.

Anche se la Repubblica Ceca si trova nell’Unione Europea e con la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) è possibile accedere alle cure sanitarie medicalmente necessarie secondo le condizioni previste dal sistema locale, questo non significa necessariamente che tutte le spese siano coperte.

Per questo motivo, soprattutto quando viaggio spesso, preferisco valutare una polizza che possa includere assistenza medica, eventuali spese aggiuntive e altre coperture utili durante il soggiorno, in base alle condizioni specifiche del contratto.

È una piccola attenzione che secondo me vale la pena considerare anche per i viaggi brevi, perché gli imprevisti possono capitare ovunque.

Se state organizzando il vostro itinerario in Repubblica Ceca, potete confrontare le coperture e verificare quella più adatta alle vostre esigenze.

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Quando visitare i castelli della Boemia

Noi abbiamo visitato la Boemia a metà settembre e, personalmente, trovo che l’inizio dell’autunno sia un periodo molto interessante per questo tipo di viaggio.

Le giornate sono ancora abbastanza lunghe per organizzare le visite, i parchi iniziano lentamente a cambiare aspetto e non ci si trova necessariamente davanti alle grandi folle tipiche delle destinazioni europee più famose.

Anche la primavera è sicuramente una stagione da considerare, soprattutto per chi vuole abbinare le visite agli interni dei castelli a passeggiate nei giardini e nei parchi.

L’estate offre giornate più lunghe e maggiori possibilità di organizzare visite all’aperto, mentre in inverno alcuni castelli potrebbero avere aperture ridotte o percorsi limitati.

Per questo vi suggerisco sempre di verificare gli orari aggiornati sui siti ufficiali prima di organizzare l’itinerario.

Quanti giorni servono per visitare i castelli della Boemia?

Tre giorni sono sufficienti per avere un bellissimo assaggio del patrimonio storico della Boemia, ma bisogna essere consapevoli che un itinerario come il nostro è abbastanza intenso.

In tre giorni abbiamo visitato sei importanti residenze e complessi storici, oltre a passeggiare tra Praga, Litomyšl e Hradec Králové, cambiando città ogni notte.

Se siete abituati ai viaggi on the road e vi piace sfruttare le giornate dalla mattina alla sera, è sicuramente un itinerario fattibile, soprattutto organizzando bene gli ingressi e gli spostamenti.

Se invece amate prendervi tempo per fotografare, passeggiare nei piccoli centri o fermarvi più a lungo nei giardini dei castelli, io valuterei di distribuire le stesse tappe su quattro o cinque giorni.

Anzi, credo che aggiungere anche soltanto una notte permetterebbe di vivere questi luoghi in maniera ancora più approfondita.

Inoltre, la zona dei Castelli sull’Orlice offre altre residenze e località che potrebbero essere inserite in un itinerario più ampio, senza necessariamente allontanarsi troppo dal percorso che abbiamo seguito noi.

Vale la pena visitare la Boemia fuori da Praga?

La risposta, per me, è assolutamente sì. Lo dico soprattutto perché questo viaggio mi ha fatto conoscere una parte della Repubblica Ceca che probabilmente non avrei scoperto durante un classico weekend nella capitale.

Praga rimane una città meravigliosa, ma il Paese ha un patrimonio storico e architettonico che va ben oltre i suoi monumenti più famosi. Basta spostarsi verso la Boemia orientale per ritrovarsi tra castelli rinascimentali, residenze aristocratiche ancora legate alle famiglie storiche, piccoli centri ordinati e luoghi in cui la storia europea è ancora estremamente presente.

Quello che più mi ha colpita è stato soprattutto il filo conduttore delle famiglie nobiliari. Prima di questo viaggio conoscevo alcune grandi residenze ceche, ma non avevo mai approfondito davvero quanto le vicende del Novecento avessero segnato il destino di questi castelli.

Molti furono confiscati, trasformati, utilizzati per scopi completamente diversi da quelli originari e successivamente restituiti ai discendenti delle famiglie aristocratiche.

Oggi visitarli significa anche conoscere questo percorso di recupero e capire quanto lavoro ci sia stato dietro alla conservazione di un patrimonio così importante. E poi c’è l’aspetto che personalmente cerco sempre quando viaggio: la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, fuori dai luoghi che compaiono continuamente sui social o negli itinerari più conosciuti.

Qui ho trovato esattamente questo.

Il mio consiglio per un viaggio tra i castelli della Repubblica Ceca

Se amate l’arte, l’architettura e i luoghi ricchi di storia, credo che un itinerario tra i castelli della Boemia possa piacervi davvero molto.

In soli tre giorni siamo passati dalle collezioni aristocratiche dei Lobkowicz, nel cuore del Castello di Praga, alla straordinaria architettura rinascimentale di Litomyšl, fino alle residenze delle famiglie Sternberg e Kinský lungo l’Orlice.

Abbiamo poi scoperto Hradec Králové, una città che meriterebbe di essere conosciuta molto di più, visitato l’affascinante complesso barocco di Kuks e concluso il nostro viaggio tra le sale neogotiche del Castello di Sychrov.

Luoghi completamente diversi tra loro, accomunati però da una storia aristocratica che continua ancora oggi a far parte dell’identità della Repubblica Ceca.

È stato un viaggio breve, ma di quelli che ti fanno tornare a casa con la sensazione di aver scoperto qualcosa di davvero interessante.

E se dovessi darvi un solo consiglio, sarebbe proprio questo: non fermatevi a Praga.

Dedicatele sicuramente il tempo che merita, ma lasciatevi anche la possibilità di scoprire il resto del Paese, perché la Boemia custodisce un patrimonio di castelli, piccoli centri storici e residenze nobiliari che vale assolutamente la pena conoscere.

Ringrazio VisitCzechia, l’Ente Nazionale Ceco per il Turismo, per avermi invitata a scoprire questi luoghi e avermi fatto conoscere il progetto podcast “Tra i castelli della Boemia e Moravia”, che vi consiglio di ascoltare se amate viaggiare attraverso le storie dei luoghi.

Se volete vedere anche fotografie e video di questo itinerario, vi aspetto su Instagram @alessandra_worldtrip, dove condivido i miei viaggi, le destinazioni che scopro e tanti consigli per organizzare le vostre prossime partenze.

Ci vediamo nel prossimo viaggio!